Da quando Canzone Per Federica ha vinto il premio della critica Mia Martini a Sanremo 2017, Maldestro è diventato un cantautore popolare e riconosciuto.
Gli calza questa definizione? “In realtà non ho mai pensato al numero ma alla possibilità di esprimermi, e soprattutto mi preoccupa molto di più l’idea di continuare a scrivere che a essere riconosciuto”, ci dice nell’incontro a Milano per il lancio del disco nuovo, I MURI DI BERLINO (Arealive / Warner).
Oggi, Antonio Prestieri (suo vero nome) è indicato come uno dei cantautori più interessanti e sensibili sul mercato in Italia. Il nuovo estratto “Abbi cura di te” (video diretto da Federico Catalano, parte della colonna sonora del nuovo film di Massimiliano Bruno, “Beata Ignoranza”, con Alessandro Gassman e Marco Giallini) recita: “Abbi cura di te/origliando l’amore/abbi cura di tutte le cose, anche di quelle che fanno dolore”.
Insolito per un giovane che si avvia al successo e al consenso parlare di dolore: “Io attribuisco valore a tutto. Possono esserci periodi fortunati e meno, La felicità mi mette agitazione, come le buone notizie, perché non so mai quanto durerà. Sono fatto così, quindi amare i pregi e le cose belle della vita è facile. Difficile amare i dolori e i lati negativi della persona che si ama. Io voglio spiegare questo, che la bellezza è nell’imperfezione. E voglio anche dire che il dolore va vissuto, non represso perché poi risalta fuori”.
L’album di Maldestro arriva dopo una serie di Premi vinti durante la partecipazione Festival di Sanremo 2017, nella categoria Nuove Proposte con il brano “Canzone per Federica”(PREMIO DELLA CRITICA ‘MIA MARTINI’, PREMIO LUNEZIA, PREMIO ENZO JANNACCI, PREMIO ASSOMUSICA e il premio conferito dalla REGIONE BASILICATA per il MIGLIOR VIDEOCLIP) ed è un viaggio nelle sfumature dei sentimenti umani, dalle convivenze ai treni sbagliati, dalle paure alle speranze profonde. Poter sperare, di intravedere un futuro migliore, attraverso piccole crepe, che per rabbia o per amore, riusciamo a creare, disegnare, sui muri che tiriamo su dentro di noi.
“Sono stato a Berlino – ci ha detto – e come Napoli è la città di incontri e di accoglienza. Credo che tutto il mondo si incontri in queste grandi realtà. A Berlino pensare al muro mi ha fatto riflettere. Su quelli attuali, quelli di Trump e dell’Europa dei migranti. Anche la cattedra a scuola può essere un muro tra chi insegna e chi ascolta“.
C’è molto di Ivano Fossati e dei grandi cantautori italiani nella scrittura di Maldestro. Ma c’è anche molta ironia “che salverà il mondo, ne sono convinto“. Lo si vede nel modo in cui Maldestro tratta l’improvvisa popolarità (“il mio pubblico? Molto educato, cosa posso dirti..”). E come tratta il suo staff: “Ci prendiamo in giro, li faccio partecipare ai video che posto sui social. Sembriamo un team di lavoro reale ed è quella la verità, fanno le scenette con me, si prestano ai miei giochi. La musica mi rende serio ma non serioso. Deve essere un gioco, altrimenti il bello dove sta?“.
In quello che dice Maldestro si percepisce una citazione sempre sottotraccia del pensiero di Massimo Troisi, non solo per affinità di origini geografiche: “Credo che si dovrebbe insegnare Troisi nelle scuole, non come attore comico ma come pensatore. Ci sono delle cose che diceva 30 anni fa e che sono ancora attuali. Io lo reputo un padre. Il destino dei grandi artisti è proprio questo: cambiare la vita delle persone senza incontrarle mai. Come lui ha fatto con me“.
L’ammirazione per Troisi ci riporta all’altro grande amore di Maldestro, il teatro: “Credo di aver saputo controllare le emozioni grazie ai 16 anni di teatro che ho sulle spalle. E se faccio il cantautore da 4 anni con una consapevolezza, lo devo all’esperienza nei teatrini di provincia. Sono abituato ancora a pensarmi più come attore che come cantante. Per questo nel prossimo tour ci saranno dei pezzi scritti che reciterò brevemente tra le canzoni. Un’altra forma d’arte per far capire al mio pubblico dove voglio condurlo“.
Un futuro da teatro-canzone, quindi? “Il mio obiettivo è quello. Dopo Fossati per me c’è Gaber come riferimento. E io vorrei arrivare ad esprimermi così, anzi, in un certo senso già lo faccio quando scrivo dei testi che sembrano dei monologhi. Solitamente la mia scrittura è visiva, me la immagino già rappresentata una canzone”.
Dal 24 marzo Maldestra presenterà il suo nuovo lavoro e incontrerà i fan negli store delle principali città italiane: il 24 marzo a Roma – Feltrinelli Via Appia Nuova 427 (h 18,00); il 25 marzo a Napoli – Feltrinelli P.za dei Martiri (h 18,00); il 26 marzo a Senigallia (AN) – Mondadori C.so II Giugno 61 (h 18,00); IL 27 marzo a Milano – Mondadori Via Marghera (h 18,00); il 28 marzo a Torino – Mondadori Via M.te di Pietà 2 (h 18,00); il 29 marzo Bologna – Mondadori Via D’Azeglio 34a (h 18,00) e il 30 marzo a Firenze – Galleria del Disco (h 17,30).