1 Dicembre 2022

Meris Angioletti e Ulla von Brandenburg a Piacenza

Una mostra da XNL Contemporanea come un vestito da indossare. Una riflessione su colore e suono dove il colore diventa numero e i suoi rapporti creano ritmi.

1 Dicembre 2022

Meris Angioletti e Ulla von Brandenburg a Piacenza

Una mostra da XNL Contemporanea come un vestito da indossare. Una riflessione su colore e suono dove il colore diventa numero e i suoi rapporti creano ritmi.

1 Dicembre 2022

Meris Angioletti e Ulla von Brandenburg a Piacenza

Una mostra da XNL Contemporanea come un vestito da indossare. Una riflessione su colore e suono dove il colore diventa numero e i suoi rapporti creano ritmi.

XNL, centro d’arte contemporanea, cinema, teatro e musica sta lavorando sulla creazione di un museo-scuola fondato sul rapporto tra pratiche artistiche ed educative, sul dialogo che porta gli artisti a riflettere su modelli culturali liberi e plurali. L’istituzione di Piacenza inaugura la prima incursione tra arte moderna e contemporanea: la storia dell’arte vista con una lente multimediale e caleidoscopica di Meris Angioletti e Ulla von Brandeburg che confonde il concetto di tempo, dilata quello di spazio, rende vivo il colore come ci raccontava Sonia Delaunay: color is the skin of the world.
La galleria è preceduta da una camera del tempo, uno spazio intimo che ci presenta la meraviglia delle gouache di Sonia Delaunay provenienti dalla Galleria Gió Marconi di Milano e tre film in 16 millimetri, video originali di Sonia e Robert Delaunay.
Poi veniamo immersi nei mondi di Angioletti e Von Brandenburg che si fondono in una riflessione vibrante sulla Delaunay. Protagoniste della galleria centrale, costruiscono insieme un’opera-mostra :
le due artiste realizzano un’installazione visiva e sonora avvincente. Il corpo fatto di spazio si veste dei teli di Ulla von Brandenburg, suoni e vocalizzazioni sono l’atmosfera vibrante di Meris Angioletti, ricostruite e condivise dal suo archivio personale.
La fenêtre s’ouvre comme un orange: 17 enormi teli su cui dettagli ingranditi delle pitture di Delaunay di cui siamo intimamente e al tempo stesso violentemente messi a parte da Ulla Von Brandenburg con la collaborazione di Julia Mossé che segue la concettualizzazione della scenografia.

La ricerca di Angioletti invece sfoglia e sconvolge le possibilità: “del suono, della parola poetica e di quella parlata ”, racconta la curatrice. Utilizza un algoritmo che permette di cambiare in maniera infinita le diverse tracce sonore e con il supporto del compositore Romain Kronenberg, responsabile del computer music design dell’opera, crea l’immersione in Arcano 16, i suoni energici proiettati in 12 casse.
Il risultato è fluido, l’atmosfera arriva ad indagare la natura coloristica dei suoni, la musicalità nella pittura, ci porta a riflettere sulla figura di Sonia Delaunay e sull’Atelier Simultané, dove l’artista rivoluzionò la storia dell’arte, della moda e del costume.
Sonia Terk si trasferisce a Parigi nel 1905 e subisce il fascino di Van Gogh, Gauguin, dei Fauves. Nel 1909 conosce Robert Delaunay ed è subito grande amore, l’anno successivo sposano la passione totalizzante per la pittura con il costume, il movimento, una ricerca che li spingerà fino all’orfismo. Gli artisti che si riunivano nella casa parigina di Jacques Duchamp, avevano sviluppato una visione del cubismo diversa da quella di Picasso e Braque: le composizioni divengono libere, il colore è la parte essenziale, il fine non è più la mera scomposizione. L’atelier Simultané attivo dal 1923 al 1934, fu un laboratorio di dialogo tra le arti, abbattimento di convenzioni e frontiere: il colore come vita dirompente, il colore tagliato e cucito, la geometria che non conosce ripetizioni. Tessuti, spazi, contrasti simultanei. creazioni astratte di carta, testi stampati in verticale, libri simultanei. Una fucina colorata a cui non piaceva il termine confine. Nel 1927, per spiegare i tessuti e gli abiti “simultaines” scrisse “L’Influences de la peinture sur le mode” :il corpo si veste di abiti fatti di colori, dal taglio minimale e dalle fogge rigide. Tra le due guerre, Sonia realizzò i primi vestiti astratti e collaborò con il marito in alcune grandi decorazioni per l’Esposizione universale di Parigi del 1937. Esplorare, decostruire e costruire. Trasformare.

La proposta di dialogo attorno a Sonia Delaunay è una preziosa sfida lanciata a grandi interpreti contemporanee che si interrogano sul tempo nostro, sullo stare nel presente, sulla simultaneità che diviene filtro e chiave tra società, uomo e spazio: come mutiamo, quando e perché, qual è il processo di trasformazione, del divenire. Il processo ci viene mostrato direttamente dal passato in dettagli ingranditi, essenziali. 

Meris Angioletti (Bergamo, 1977), artista e ricercatrice, vive e lavora a Parigi. Si concentra sulla relazione tra il linguaggio e il corpo. Poesia, letteratura, psicologia, fisica e matematica, tarocchi e rituali sono la base per lo studio del visibile e dell’invisibile, del frammento e del tutto, del conscio e dell’invisibile delle cose. Installazioni e colonne sonore, performance, letture notturne, coreografie, proiezioni di luci, colori e immagini. Il suono è la materia prima privilegiata dell’artista e l’opera viene creata attraverso varie fasi di traduzione.
Ulla von Brandenburg (Karsruhe, 1974), vive e lavora a Parigi
Per Ulla il corpo è un materiale che crea spazio, lo trasforma che ne modifica il comportamento. Realizza proiezioni cinematografiche legate a performance messe in scena e dirette dall’artista stessa. Film, teatro, performance, personaggi elementi complessi che danzano in scenari tridimensionali.
La mostra sarà accompagnata nel corso del tempo da un programma di atelier d’artista progettati da Meris Angioletti, che supportano il viaggio dell’istituzione nel concetto di museo-atelier, un luogo di intreccio del sapere e del fare, dell’arte e della materia, casa di una relazione con il territorio e le sue infrastrutture. Non solo una galleria, ma un luogo dove i confini vengono sfumati, divengono divertenti, vengono cancellati oppure colorati a contrasti violenti: un luogo in cui si passa attraverso e che ci trasforma.

Testo a cura di Martina Michelotti

Fino al rpimo marzo 2023, XNL Piacenza
Via Santa Franca 36, 29121 Piacenza

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