20 Dicembre 2021

Maurizio Cattelan e Neïl Beloufa, arte del nostro tempo all’HangarBicocca

Nell'immenso spazio milanese, due artisti contemporanei di epoche diverse "giocano" con i simboli della vita odierna. E stupiscono.

20 Dicembre 2021

Maurizio Cattelan e Neïl Beloufa, arte del nostro tempo all’HangarBicocca

Nell'immenso spazio milanese, due artisti contemporanei di epoche diverse "giocano" con i simboli della vita odierna. E stupiscono.

20 Dicembre 2021

Maurizio Cattelan e Neïl Beloufa, arte del nostro tempo all’HangarBicocca

Nell'immenso spazio milanese, due artisti contemporanei di epoche diverse "giocano" con i simboli della vita odierna. E stupiscono.

Pirelli HangarBicocca a Milano fino al 20 febbraio 2022 è sede della famigerata mostra personale di Maurizio Cattelan “Breath Ghosts Blind”. Si tratta di un inedito e fotografatissimo progetto espositivo che offre una narrazione simbolica del ciclo della vita e affronta questioni esistenziali come la fragilità e fallibilità dell’essere umano.

Da subito le tematiche forti “Breath Ghosts Blind” sono riassunte nella drammaturgia tripartita delle sezioni dell’esposizione, in completa penombra e necessariamente evocante silenzio e riflessione.

Una mostra monografica in enormi spazi a Milano. Breath Ghosts Blind in Pirelli HangarBicocca di Maurizio Cattelan che con i piccioni simboleggia una folla silenziosa che si appropria di uno spazio.

Il progetto site-specific di Cattelan affronta concetti universali come la fugacità della vita, la memoria e il senso di perdita individuale e collettivo. L’architettura monumentale degli spazi di Pirelli HangarBicocca, dalla Piazza alle Navate fino al Cubo, scandisce il percorso espositivo in tre atti, in una narrazione che ripercorre le fasi dell’esistenza umana e ne restituisce al pubblico l’estrema fragilità.

Concepita in stretto dialogo con lo spazio, “Breath Ghosts Blind” presenta la riconfigurazione di un’opera storica e lavori inediti all’interno di una drammaturgia orchestrata dall’artista. Attraverso riferimenti simbolici che appartengono all’immaginario collettivo, la mostra mette in discussione il sistema di valori attuale e propone una riflessione sugli aspetti più disorientanti del quotidiano.

Migliaia di piccioni in tassidermia sono il cuore del progetto, una versione nuova di un0installazione già vista altrove.

Il lavoro di Maurizio Cattelan affronta i grandi interrogativi dell’essere umano, attraverso opere che esplorano temi come la morte, l’amore, il destino, la solitudine, l’assenza e il fallimento, nella loro dimensione personale quanto collettiva. Punto di partenza delle opere è sempre un’immagine. Attingendo alla realtà e al mondo che lo circonda, l’artista si interroga sull’effetto provocato da determinate immagini e sulle ragioni che si celano dietro l’apparente accettazione delle situazioni più ambigue e inquietanti: “le immagini che mi interessano di più” – dichiara – “sono quelle che non capisco. O meglio, quelle che sembrano contenere in sé una molteplicità infinita di significati”. In un lungo processo di selezione e sintesi, l’artista condensa temi e riferimenti, dando vita a un’unica nuova immagine di grande impatto. Questo approccio porta alla realizzazione di opere dal significato mai univoco, ma anzi orientate a produrre domande, riflessioni, tensioni che inducono a mettere in discussione il presente in cui viviamo.

La mostra “Breath Ghosts Blind” è parte del programma espositivo 2021, concepito dal direttore artistico Vicente Todolí assieme al dipartimento curatoriale: Roberta Tenconi, Curatrice; Lucia Aspesi, Assistente Curatrice; Fiammetta Griccioli, Assistente Curatrice.

Contestualmente prosegue, nello spazio dello Shed, la mostra personale dell’artista Neïl BeloufaDigital Mourning”, prorogata fino al 9 gennaio 2022. Neïl Beloufa (Parigi, 1985) è tra gli artisti più brillanti della generazione degli anni ottanta. La sua ricerca si focalizza sulla società contemporanea e sul modo in cui viene rappresentata e mediata dall’interazione digitale, spesso con l’obiettivo di metterne a nudo i meccanismi di controllo. Attraverso video, lungometraggi, sculture e installazioni tecnologicamente complesse, l’artista gioca con l’esperienza sensoriale dello spettatore invitandolo a confrontarsi con potere alla sorveglianza digitale, dal data collection alle ideologie nazionalistiche, dall’identità alla lettura post-coloniale del mondo.

Neïl Beloufa è un artista franco-algerino nato nel 1985 a Parigi, città dove vive e lavora. I suoi film e video sono stati presentati in vari festival internazionali di cinema.
Per “Digital Mourning” l’artista ha declinato il progetto del 2020 Screen Talk. L’opera, presente in mostra in versione attivabile direttamente dallo spettatore, è accessibile anche tramite un sito interattivo ideato come un’opera d’arte e visitabile a questo link.
Nelle installazioni di Neïl Beloufa all’HangarBicocca le ossessioni contemporanee: i reality show e i “buffet a volonté”.

un universo popolato di pop-up e sistemi di telecamere a circuito chiuso CCTV studiati per rappresentare sia la libertà di un’organizzazione apparentemente casuale che la dimensione di controllo che vi si cela.
“Digital Mourning” è la prima grande personale dedicata a Neïl Beloufa in un’istituzione italiana e nasce da una riflessione sul panorama attuale e sul concetto di vita nel mondo digitale. Fin dal titolo, la mostra allude a uno dei paradossi più evidenti della società contemporanea, l’esistenza di un mondo tecnologico e la sua scomparsa.

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